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Dipartimento Arti Visive

Le NOUVEAU SIÈCLE

Le NOUVEAU SIÈCLE è parte attiva di un grandioso progetto illustrativo tutto italiano che ormai, da quasi nove anni, il collettivo Marvellini porta avanti e che vuole mutato il concetto di fotografia creativa per dare vita a uno sfarzoso affresco storico e tecnico sulla semplicità delle idee, sull'eroica ricerca del mito, sull'ironia dell'esperienza e sull'ineluttabilità di un'esistenza beffarda e cinica eppure fortemente didascalica e rigorosa, nel recupero di una dignità che pare ormai da tempo soltanto vagheggiata.

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Carlo e Andrea Marvellini adottano scelte e soluzioni visive sagge ed estremamente coraggiose se considerato un momento storico che ha visto, proprio negli ultimi anni, moltiplicarsi esponenzialmente il numero di avventori della domenica in grado di maneggiare uno strumento ottico; o di avvicinarsi malamente alla materia armati di un telefono cellulare e di un programma di post produzione di conclamata accessibilità. Saggezza e coraggio unitamente a ragioni individuali che sanno di passione comunque affatto figlia del caso: come é già stato fatto notare, molte delle loro idee e dei loro soggetti sono totalmente recuperati da un passato storicizzato reale e fisicamente esistito, dipinto a tinte nitide dai sali d'argento di una sterminata collezione fotografica costituita nel corso degli anni (...). Ai soggetti impressionati, alle ammiccanti signore della belle époque, agli austeri capifamiglia immortalati coi loro vestiti migliori in pose ormai datate anche per il loro tempo, i Marvellini sostituiscono, implementano e sovrappongono, attraverso un procedimento lungo e complesso, soggetti adesso recuperati da un immaginario popolare comune, generalizzato e assai più recente, fortemente connotato e di immediato impatto visivo che, certo scanzonato, goliardico ed ironico, ne diviene comunque firma riconoscibile, alludendo subito dopo a qualcosa di altro.

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A questo si aggiunge una buona dose di curiosità: la quale definisce abilmente l'ambizione dell'uomo all'interno del campo delle passioni. Intesi come vera e nostalgica esperienza personale; e come memoria collettiva di una società che riconosce e si riconosce in tali icone, i soggetti raffigurati pescano a piene mani nella cultura pop degli ultimi settant'anni, dal mondo dei fumetti americani a quello degli anime del Sol Levante a quello cinematografico, alla ricerca di una continuità identitaria che sia sinonimo di autenticità. Il collettivo Marvellini propone dunque un elenco preciso e particolareggiato dal quale attingere, una casta selezionata di dei e semidei, vissuta e rintracciabile nella nostra più recente memoria storica, alla quale assegnare dei valori umani reali e percepibili, una ricercata ironia che pare figlia del tempo ritratto e l'illusione assolutamente plausibile - perciò vera - di un mondo realmente esistito, sebbene generato dal senso di straniamento che proprio il loro intervento porta. Al binomio identità svelata/identità celata si aggiunge dunque quella plausibilità storica che si adatta al nostro presente con l'assoluta certezza del documento fotografico: una realtà né mitica né distopica né tantomeno eroica dove l'eroe e il mito diventano quotidiani, languidi e lascivi, amicali e goliardici, persino imbarazzanti, quanto qualsiasi altro individuo la cui storia è, comunque, del tutto degna di essere raccontata.

  

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REPLAY

Si inaugura venerdì 22 febbraio il nuovo progetto espositivo del DAV - Dipartimento di Arti Visive di Soresina (CR): apre i battenti infatti la mostra REPLAY - Il Bello dell'Arte Moltiplicata con testi a cura di Chiara Bolzoni e Veronica Mondoni sul potere mediatico e attrattivo che la grande grafica d'autore ha prodotto negli ultimi quarant'anni di storia dell'arte. REPLAY è dote artistica e stilistica inappuntabile che dimostra la bontà di un percorso che accomuna tutti i grandi autori chiamati in causa. Ed è eredità sociale e culturale preziosa, figlia di una diffusione di massa che, trasversalmente, alimenta e avvicina all'arte la società contemporanea tutta, senza distinzioni di sorta. Infine, è serio incentivo alla creazione di un gusto allargato di chiara matrice estetica, legata a un sensibile mercato che riconosce nei simboli riprodotti quel ricercato valore assoluto così tanto di moda e che la nostra epoca deve, i tutto e per tutto, all'arte POP. Dunque da Castellani a Boetti, da Schifano ad Angeli, da Pistoletto a Nespolo, da Warhol a Lichtenstein, da Man Ray a Murakami e molti, moltissimi altri. Un excursus stilistico che punta sulla varietà del messaggio e sull'autorevolezza che la grafica d'autore deve, al giorno d'oggi, poter ancora vantare, rispetto a un sistema che tende a banalizzarne forme e contenuti in nome di una gerarchia tecnica del tutto imposta che ha davvero poco senso.

 

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REPLAY - Il Bello dell'Arte Moltiplicata
testi a cura di Chiara Bolzoni e Veronica Mondoni
22 febbraio - 03 marzo 2019

DAV - Dipartimento di Arti Visive
Via Matteotti 2/4, Soresina (CR).

Orari di apertura: sabato 16-19, domenica e festivi 10-12 e 16-19.
Opening: venerdì 22 febbraio ore 18:00.

Per informazioni:
dav@comune.soresina.cr.it

+39 340 5419476

 


IL SENSO DELLE PAROLE

Il 01 dicembre 2018 prende vita il Dipartimento di Arti Visive del Comune di Soresina, nuova realtà culturale nell’ambito dell’arte contemporanea intesa nelle sue più varie accezioni. Il neonato Dipartimento si pone l’ambizioso obiettivo di convogliare sul territorio comunale esperienze legate al linguaggio artistico contemporaneo, promuovendone lo studio e l’interazione con la comunità stessa.

Il senso delle parole

Il primo intervento è rappresentato da IL SENSO DELLE PAROLE, progetto a chiamata curatoriale a cui partecipano sette artisti italiani selezionati per l’occasione - Nicola Buttari (Livorno, 1982), Pierluigi Fresia (Asti, 1962), Marco Simone Galleni (Seravezza - LU, 1982), Manuela Giorgia (Roma, 1975), Pamela Grigiante (Vicenza, 1982), Annalisa Lenzi (Trento, 1982) e Luca Serasini (Pisa, 1971). Sette talenti assoluti che si sono confrontati con un tema complesso e dibattuto: la parola in quanto comunicazione.

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Annalisa Lenzi, Le Parole fanno male, tecnica mista, 2018 (particolare)

L'interesse è rivolto alla manifestazione più singolare e viscerale di una frammentazione linguistica lessicale, fraseologica, letteraria e significativa che rappresenta la vera ricchezza stessa del linguaggio. Gli interventi si basano su una volontà di espressione artistica che è riflessione oltre che presa di coscienza degli aspetti culturali che tale frammentazione porta con sé, legati e prodotti dalla società e dagli individui stessi che ne fanno parte.

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Pierluigi Fresia, Dio ci ucciderà Tutti, stampa digitale su carta fine art, 2018

Matrici emotive e letterarie - come anche concettuali e violentemente fisiche - con le quali si manifesta il linguaggio dell’uomo in una determinata condizione. Ma anche involucro e contenuto, forma definita e ricordo, riflesso sociale e culturale; e analisi asettica sulle capacità del linguaggio di essere concetto sonoro: attraverso le sette installazioni si vorrà recuperare al pubblico una riflessione sulla parola in quanto tale, sia essa scritta, pronunciata, ascoltata o semplicemente pensata.

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Pamela Grigiante, Breve Narrazione di un lungo Silenzio #4, tecnica mista, 2018 (particolare)

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Nicola Buttari, Pierluigi Fresia, Marco Simone Galleni, Manuela Giorgia, Pamela Grigiante, Annalisa Lenzi, Luca Serasini - IL SENSO DELLE PAROLE a cura di Francesco Raffaele Mutti, 01 dicembre 2018 – 14 gennaio 2019, Dipartimento Arti Visive, via Matteotti 2/4, Soresina (CR). Opening: sabato 01 dicembre ore 17:00. Orari: ven-sab 16:00/20:00 - dom 10:00/13:00 - 16:00/20:00

 


PROSSIMAMENTE

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DAVID McENERY

Nei suoi trascorsi professionali, il fotografo inglese David McEnery (1936-2002) ha lavorato per varie testate giornalistiche internazionali fra cui la prestigiosa rivista Life, catturando fin da giovane gli aspetti più insoliti e divertenti della quotidianità. Il suo sguardo, improntato sulla leggerezza e l’ironia, garantisce uno stile unico e assai ricercato. Privilegiando le immagini in bianco e nero, da autentico purista non ha mai utilizzato il flash. La moglie Pat (anch’essa fotografa e spesso sua modella) racconta che per eseguire un solo scatto David pazientava un’intera giornata per ottenere la luce che voleva. La sua personalità, traboccante d’umorismo, gli ha consentito di creare situazioni fotografiche inventando curiosi accessori e oggetti di scena (una custodia per serpenti, una motocicletta per ranocchi…) da lui stesso costruiti che interagiscono coi personaggi umani. Peter Galassi, ex direttore del Department of Photography del MoMA di New York, ha commentato: «Scattare foto divertenti è molto difficile: richiede tatto e delicatezza. David McEnery possiede queste doti, oltre a un innato “British sense of humour”».

È irresistibile, l’arte fotografica di David McEnery. Un’umoristica “mise-en-scène” fatta di immagini che mescolano “slapstick comedy” e “sense of humour” tipicamente britannico. Stefano Bianchi (critico d’arte)

 

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